Studio
della Nasa con rilevamenti dallo spazio: nelle grandi città
si crea un microclima mediamente più caldo. Come
fronteggiarlo
In città fino a più 5,6 gradi
i rischi delle "isole di calore"
di LUIGI BIGNAMI

Variazioni di temperatura
tra città e aree rurali
LE CITTA' come un rifugio dai rigori di inverni come quello che stiamo vivendo?
Si, secondo le ultime ricerche della Nasa, che confermano che le grandi
metropoli possono sviluppare un vero e proprio microclima che si differenzia di
molto dalle aree circostanti. "Strade strette, parcheggi sotterranei che
agglomerano centinaia di veicoli, grandi edifici dai tetti scuri, assorbono ogni
giorno una grande quantità di calore solare", spiega Dale Quattrochi, un
geografo del Marshall Space Flight della Nasa in Alabama. Questo quadro fa si
che le città abbiano una temperatura che va dai
Ma non si creda, sostiene l'esperto, che questa situazione sia sempre d'aiuto
all'uomo. Se da un lato infatti, in inverno 2 o 3 gradi in più possono fare la
differenza in positivo impedendo alla neve di cadere e portare le città nel
caos, in estate le città possono diventare delle morse di calore davvero
drammatiche per chi le abita.
Ma non è tutto. Questa situazione infatti, può evolvere al punto che le città
si modellino un proprio microclima ben diverso da quello che lo circonda.
"Le metropoli infatti, pompano aria calda nella bassa atmosfera che la
riscaldano più delle aree vicine. Questo fenomeno è noto come effetto camino.
Salendo, l'aria calda si condensa formando nubi che possono far piovere
esattamente solo sulle città", spiega Quattrochi.
Cosa fare per riportare l'equilibrio? "La strada - spiega Quattrochi - è
quella di limitare il surriscaldamento delle città i cui muri a volte possono
raggiungere temperature di 60-
(18 gennaio 2006)