Non inquinare conviene a tutti
Intervista a Claudio Martini, in programma riconversione a metano delle centrali elettriche, sviluppo delle fonti rinnovabili, certificazione energetica degli edifici, incentivi per il trasporto ecologico
A passi decisi verso gli obiettivi di Kyoto. La Toscana mette in campo un ventaglio di strumenti per ridurre le emissioni inquinanti (non solo quelle provocate dai gas colpevoli dell’effetto serra) e scommette sull’economia “verde”. “Non inquinare conviene a tutti, da ogni punto di vista - dice il presidente della Regione, Claudio Martini - non solo per migliorare l’ambiente e la qualità della vita, ma anche per l’economia e lo sviluppo”.
Quali
sono gli interventi più significativi che la Regione sta progettando?
Il 16 febbraio scorso, giorno dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto,
la Toscana ha approvato la nuova legge regionale sull’energia, il cui fiore
all’occhiello è l’obbligo di installare pannelli solari su tutti gli
edifici di nuova costruzione o nelle grandi ristrutturazioni. La nuova legge
consentirà inoltre di sviluppare le fonti rinnovabili per la produzione di
energia. Già oggi il 29% dell’energia elettrica prodotta in Toscana viene da
fonti rinnovabili: idroelettrica, geotermica, da biomasse e solare.Il nostro
obiettivo è arrivare al 50% entro il 2010.
E
al di là della nuova legge energetica?
Abbiamo programmato una serie di interventi, inseriti nel Piano regionale di
azione ambientale adottato nel marzo del 2004. Puntiamo alla riconversione delle
centrali termoelettriche da olio combustibile a ciclo combinato a gas, in
particolare per quelle di Cavriglia e Livorno, e alla costruzione di nuove
centrali a ciclo combinato. La riduzione prevista è di oltre due milioni di
tonnellate di CO2. Un’altra azione in corso riguarda la promozione del
risparmio energetico per usi domestici, attraverso la certificazione energetica
degli edifici, l’impiego del fotovoltaico, la promozione per l’acquisto e
l’uso di apparecchi domestici a elevata efficienza energetica. In questo modo
si prevede una riduzione delle emissioni di CO2 equivalente pari a 1,2 milioni
di tonnellate annue. Dalla riduzione della quantità di rifiuti ci si attende un
ulteriore abbattimento di 1,3 milioni di tonnellate, dagli interventi sugli usi
energetici industriali altre 800 mila tonnellate, a cui vanno aggiunti i
risultati degli interventi su traffico e mobilità, con incentivi a favore di
forme di trasporto eco-compatibili e la promozione del trasporto con mezzi
pubblici.
Quali
sono le opportunità di sviluppo legate all’”economia verde”?
Imprenditori, amministratori e cittadini devono comprendere che non inquinare
conviene. A tutti, da ogni punto di vista. Non solo per gli indicatori
ambientali e la qualità della vita, ma anche per l’economia e lo sviluppo. Il
mercato delle emissioni è solo una delle possibili applicazioni del principio
“meno si inquina più si guadagna”, visto che le imprese che si convertono a
tecnologie meno inquinanti possono rivendere le quote di emissioni risparmiate a
chi usa metodi produttivi non ecoefficienti. Per questo, fin dal 1997, abbiamo
inserito la scelta dello sviluppo sostenibile nel nostro programma regionale di
sviluppo, impostando politiche coerenti con questo principio. La nostra
esperienza dimostra che ricchezza e benessere, aumento dei posti di lavoro,
rispetto dei diritti e dell’ambiente possono convivere.
Ma
l’ecoefficienza non è una scelta facile per famiglie e imprese...
E’ vero, le tecnologie rispettose dell’ambiente talvolta sono costose e
complicate, ma spesso l’investimento viene ammortizzato in pochi anni. Per
questo sta alle istituzioni incentivare il risparmio energetico e le tecnologie
sostenibili. L’obiettivo è coniugare una più forte tutela delle persone e
dell’ambiente con lo sviluppo del sistema produttivo.
Il
rispetto del Protocollo di Kyoto si lega anche a temi a lei cari, come il
futuro dei giovani e la cosiddetta “new global vision”?
Lasciare in eredità ai nostri figli un mondo vivibile è un nostro dovere e un
loro diritto. Dobbiamo fare scelte calcolando le conseguenze delle nostre
azioni, il tempo dei loro effetti e, soprattutto, avendo a cuore il futuro delle
prossime generazioni. Per questo credo che le tematiche della “new global
vision” – pace, ambiente, diritti – siano unite in uno stesso destino, da
cui dipenderà il futuro del pianeta. Con la ratifica del Protocollo di Kyoto
comincia davvero la sfida per un nuovo mondo possibile. È un primo passo, non
sarà quello risolutivo, ma intanto è stato fatto, e dobbiamo continuare su
questa strada.
di Alessandro Sarti